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L’IPERICO E LA TRADIZIONE POPOLARE NELLA NOTTE DI SAN GIOVANNI

Durante la notte di San Giovanni ( 23 giugno) secondo la tradizione popolare sarebbe bene raccogliere l’iperico. Ma da dove deriva questa usanza? Che proprietà ha l’iperico? Come si preparano l’olelolito d’iperico e l’acqua di San Giovanni?

Il periodo che va dal 21 giugno (solstizio) al 25 è anche detto mezz’estate. In nordeuropa si chiama Midsommar e la celebrazione festiva ha origini pagane e precristiane mentre in Italia è legata al calendario cristiano dei santi e si celebra il 24 giugno in commemorazione di San Giovanni Battista. Non tutti sanno che, anche la celebrazione del santo cristiano, ha origine pagana, si chiamava Litha e consisteva nell’accendere un grande fuoco così da potenziare la forza del Sole che sembra diminuire a causa dell’accorciarsi delle giornate (dal 21 di giugno fino al 21 dicembre o solstizio d’inverno giorno di celebrazione dell’altro San Giovanni Evangelista). Ritrovarsi davanti ad un fuoco era ritenuta anche un’azione purificatrice, tant’è che ancora oggi si usa gettarvi dentro quelle cose di cui ci si vuole disfare o che appartengono al passato. Fuochi e celebrazioni si svolgono ancora oggi in molte parti d’Italia dove il santo è patrono o dove le tradizioni popolari sono ancora forti (soprattutto in Sardegna o in Val d’Aosta). Durante le celebrazioni oltre al fuoco (elemento maschile e solare) era presente anche l’acqua (elemento femminile e lunare). Lo stesso San giovanni Battista disse “Io vi battezzo con acqua…; ma colui che viene dopo di me… vi battezzerà in spirito santo e fuoco” (Matteo 3.11) .L’acqua è un simbolo di purificazione ma anche di fecondità e ha la capacità di veicolare le energie caricate durante la notte, per questo l’usanza consisteva nel rotolarsi nella rugiada all’alba o nel preparare la famosa acqua di San Giovanni.

ACQUA DI SAN GIOVANNI:

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Il periodo del solstizio d’estate è un momento in cui le energie della natura sono al culmine, quindi ottimo per raccogliere erbe officinali o ritenute magiche. La notte di San Giovanni infatti era ritenuta una sorta di portale tra mondi in cui ogni magia era possibile. Si pensava che fosse una delle notti in cui le streghe si riunivano per compiere i propri rituali. La vigilia del 24 era buona usanza mettere in una bacinella d’acqua lasciata all’aperto alcuni fiori: tra tutti sicuramente quelli d’iperico assieme a quelli di lavanda, malva, camomilla e assieme ad alcune foglie di rosmarino, menta e salvia. A parte la presenza indiscussa dell’iperico, le erbe e i fiori potevano variare a seconda delle aree geografiche e della reperibilità. La mattina del 24 giugno questa acqua veniva usata per lavarsi il viso compiendo così una sorta di rito che si pensava fosse in grado di preservare dalle malattie, di tenere lontana la malasorte, di favorire la fecondità, di far ricrescere i capelli e di curare la pelle. Ma andiamo a vedere, tramite le conoscenze di cui disponiamo oggi, se preparare quest’acqua può avere senso.

La risposta è si: soprattutto per tutti coloro che credono nei benefici della floriterapia. I fiori di Bach infatti sono preparati tenendo conto della cosiddetta “memoria dell’acqua”. Se siete curiosi su questo argomento sono famosi gli studi del dottor Masaru Emoto ma intanto possiamo dire che il mix di erbe e fiori durante la notte va a caricare energeticamente l’acqua che sarà in grado di veicolare alcune informazioni positive legate alle piante, soprattutto quelle dell’iperico.

IPERICO (HYPERICUM PERFORATUM): PROPRIETÀ

Secondo la leggenda cristiana l’iperico sarebbe nato dal sangue di San Giovanni e, secondo la tradizione popolare, scaccerebbe i diavoli dal corpo. Diversi principi attivi tra cui l’ipericina, un flavonoide presente nelle sommità fiorite, hanno azione antidepressiva e sedativa (aumentano la secrezione notturna di melatonina). L’iperico è in grado di aumentare i livelli di serotonina in maniera simile a certi antidepressivi ed è anche in grado di contrastare gli sbalzi d’umore tipici delle menopausa. Ha attività ansiolitica, antidolorifica e antispasmodica inoltre il suo infuso è conosciuto per le proprietà antinfiammatorie delle vie respiratorie e urinarie.

L’OLEOLITO

L’oleolito, dal caratteristico colore rosso e dall’odore pungente, è utile in caso di scottature, eritemi solari, punture d’insetto, dolori articolari, piaghe da decubito e ferite. Ha infatti potere cicatrizzante, analgesico, antibatterico, stimola la rigenerazione cellulare ed è ricchissimo di carotene (che gli conferisce il colore rosso). Si può utilizzare diluito ad altri oli come elasticizzante ed antietà per la pelle o per contrastare acne, psoriasi e secchezza cutanea. Sempre diluito o in minima quantità può essere usato come olio da massaggio in caso di dolori articolari e muscolari. Se ne possono aggiungere due cucchiai al bagno per renderlo rilassante e per contrastare i dolori.

Importante! L’olio di iperico è fotosensibilizzante quindi non bisogna esporre al sole le aree trattate.

COME SI PREPARA?

Si raccolgono i fiori, preferibilmente durante la notte di San Giovanni, in una zona lontana dal traffico e lontana da campi trattati. I fiori freschi vanno messi in un contenitore di vetro e ricoperti di olio d’oliva o di semi di girasole. Si espone il tutto al sole per circa un mese poi si filtra e si conserva in una bottiglietta di vetro scuro possibilmente al fresco.

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